L’incredibile vittoria di Munari e Mannucci del 1972 diede un nuovo, fortissimo impulso alle vendite di un modello in fase calante

di Vittorio Falzoni Gallerani – il Sole 24 Ore Motori

Al Salone di Torino del 1970 la Lancia Fulvia guadagna il cambio a cinque marce: componente ormai ineludibile per poter continuare a competere con le varie versioni dell’Alfa Romeo Giulia 1300; contemporaneamente alla berlina avranno la stessa miglioria sia la Sport Zagato sia la Coupé che, nell’occasione, sarà oggetto di un lieve e riuscito restyling. Il lavoro di ammodernamento di Piero Castagnero, autore anche del disegno d’origine, si concentra principalmente nella parte anteriore dove la calandra e la fanaleria non sono più circondate da un listello cromato ad andamento sinuoso ma fanno parte di una ellisse a tutta larghezza con i fari inglobati in una spessa cornice lucida.

Ben visibili anche i nuovi cerchi ruota in acciaio di disegno sportivo senza copri mozzo mentre i restanti interventi riguardano i particolari: paraurti con listello in gomma e indicatori di direzione incorporati, specchio retrovisore esterno sulla portiera anziché sul parafango, scritte e loghi di stile più moderno.

Anche all’interno gli aggiornamenti sono di gran gusto ed abbastanza numerosi: nuovo volante, sempre con corona in legno ma con razze forate, console centrale sul tunnel incorporante una bocchetta di aerazione aggiuntiva e l’alloggiamento per un altoparlante e, alla sua base, la corta leva del nuovo cambio caratterizzato dalla posizione della prima marcia in basso a sinistra.

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